LE BELLE BANDIERE
«Aiuto,
avanza la solitudine!
Non importa se so che l'ho voluta, come un re»
PIER PAOLO PASOLINI (1922-1975)
In questo Paese, quello che calpestate e bestemmiare ogni giorno che Dio manda da consumare a consumarci, non si è mai registrata tanta unione per una causa almeno dal Nero Ventennio, quando tutti si compattarono dietro la figura tozza e prepotente ma anche delirante di Benito Mussolini: nel '19, mentre da Milano scendeva in treno a Roma dopo una marcia che, però, lui mica fece; nel '24, fregandosene del cadavere ancora caldo di Giacomo Matteotti, ancora a Roma, ché solo qualcuno salì sull'Aventino; nel '38, a piazza Unità d'Italia a Trieste, quando dal balcone, applauditissimo, Benito annunciò l'apertura della caccia all'ebreo, a tempo indeterminato, giorno e notte, sette giorni su sette; nel '4O, tutti pronti a piazza Venezia a farsi massacrare a servizio dei tedeschi, tornato a Roma il Duce, al grido: "Viva il Duce!", fino a morirne, di Grecia, di Albania, del gelo russo, delle bombe alleate, rimasti dentro una Italia sbriciolata dai bombardamenti degli Alleati, necessari alla Liberazione dell'Europa dal fascismo dei fascisti, quelli veri, mica quelli di adesso, che ne rappresentano solo uno sbiadito ricordo. Come oggi gli italiani, compatti, difendono il popolo palestinese: mai sfiorati dal dubbio sull'efficacia di ciò che propongono e fanno, decisi!, puntano il dito contro i bruttissimi e cattivissimi ebrei. Gli odiati israeliti. I sionisti. Gli ebrei! Sempre quelli. Quelli lì che ce l'hanno sempre con quegli stinchi di santi dei palestinesi. Tutti santi! E subito. E sull'Aventino sono invece oggi saliti i nipotiniiniini dei fascisti. E tutto questo a solo nutrimento delle destre, con il piede sempre un passo avanti alle sinistre alla cazzo di cane (alla cazzo di cane si può dire e scrivere alla cazzo di cane, ché è un modo di dire per dire una cosa fatta male, venuta male, storta e storpia; persino orba, che a malapena sa parlare e mai riesce a dire una cosa che davvero interessi il popolo a sinistra, che gli serva a qualcosa, che serva al pane quotidiano e alla bolletta del mese).
Tra questi compattati dal pensiero unico attuale, da poco si è accodata l'iniziativa di un giovane e rampante politico teramano, Andrea Core, che, in Consiglio Comunale, ha chiesto l'immediata revoca del gemellaggio con la città israeliana di Rishon LeZion, località dell'area metropolitana di Tel Aviv, che conta circa 230.000 abitanti, tra i primi insediamenti ebraici in Terra Santa, fondata nel 1882. Rishon LeZion, dove il 7 maggio 2002 un terrorista islamico palestinese si fece esplodere dentro un locale pubblico uccidendosi e uccidendo 16 persone e ferendone 55, di cui 10 gravemente, tutti civili israeliani. Ecco i nomi di quelli identificati ammazzati dal terrorista islamico palestinese, Ibrahim Sarahne: Pnina Hikri, 60 anni, di Tel Aviv; Sharuk Rassan, 42 anni, di Holon; Shoshana Magmari, 51 anni, di Tel Aviv; Anat Temporush, 36 anni, di Ashdod; Haim Rafael, 64 anni, di Tel Aviv; Daliah Massah, 64 anni, da Nahalat Yehudah; Nir Lobatin, 31 anni, di Herzliya; Avi Biaz, 26 anni, di Ness Ziona; Rahamim Kimche, 58 anni, di Rishon LeZion; Edna Cohen, 61 anni, di Holon; Yisrael Shikar, 45 anni, di Rishon LeZion; Yitzhak Bablar, 58 anni, di Bat Yam; Esther Bablar, 54 anni, di Bat Yam; Regina Malka Boslan, 62 anni, di Tel Aviv; Nawa Hinawi, 51 anni, di Tel Aviv.
Ovviamente Hamas rivendicò anche questo attentato contro il popolo di Israele. In ricordo di queste vittime del terrorismo islamico palestinese, è stata intitolata una piazza della Città di Teramo, e anche questa intitolazione il giovane Core vorrebbe vedere revocata.
Ovviamente, anche questa iniziativa promossa dal giovane Core non salverà la vita di un solo palestinese e non ha, ovviamente, alcun senso politico, ma neanche civile; è piuttosto incivile anzi quanto proposto, perché si allinea all'antisemitismo antisionista praticante e marciante tornato ad alitare sopra l'Italia, diventato oramai il nostro sport nazionale, che partecipano compatti quasi tutti gli italiani.
Ovviamente, in precedenza, l'Amministrazione comunale della mia città non si è fatta mancare una diretta con la Flottaglia, vale a dire con l'Armata Brancaleone che, senz'arte né parte, si sta già disgregando come una cazzata di fronte alla ragione, mentre veleggiano verso neanche loro sanno dov'è che starebbero andando a fracassarsi, dove hanno già fallito più di una organizzazione umanitaria, ben addestrate ed esperte della guerra guerreggiata, e di quella guerra.
Anche questo giovane volenteroso manca insomma l'obbiettivo, che non dovrebbe essere il popolo ebraico, governato democraticamente; Governo che ovviamente proseguirà la sua guerra di distruzione del terrorismo islamico palestinese e di altre organizzazioni che minano la sicurezza dello Stato di Israele, che ha appena iniziato le operazioni via terra perché le battaglie le inizia l'aereonautica ma poi le vince la fanteria, una fanteria che scaverà almeno di cento metri sotto la superficie della terra di Gaza per scovare i topi di Hamas, nascosti dietro i cadaveri dei civili di Palestina. Anche questo volenteroso giovane non sa che l'obiettivo della sua coraggiosa e sacrosanta azione di salvaguardia del popolo palestinese avrebbe dovuto essere stata indirizzata, già da quel 7 di ottobre 2023, verso le belve di Hamas, chiedendo, alzando alto il suo grido a difesa del popolo palestinese, la liberazione immediata degli ostaggi e la loro resa incondizionata. Embè, gli si potrebbe provare a dire almeno ora: Fermatevi voi, che siete stinchi di santi, se non lo fanno i bruttissimi e cattivissimi ebrei. Gli odiati israeliti. I sionisti. Gli ebrei! Sempre quelli. Quelli lì che ce l'hanno sempre con quegli stinchi di santi dei palestinesi. Tutti santi! E subito.
Eh, no. Non lo ha fatto neanche questo giovane di mirare all'unico obiettivo che potrebbe sì salvare i palestinesi. Perché, de Core, non si ferma mica l'esercito israeliano. E tanto meno servirà l'annunciato sciopero generale del prossimo 22 settembre 2025. Perché ogni istanza, con tutte le forze, dovrebbe essere concentrata contro i terroristi islamici palestinesi di Hamas invece che verso il Governo Netanyahu – questo potrebbe essere sì utile. Perché neanche uno finora se ne è salvato di palestinese a fare così, a fare de Core.
Chissà se anche questo giovane volenteroso dice che anche Moni Ovadia, che non vive in Israele e non credo sia lì il benvenuto, però sta con Putin, è antisionista ma è pure ebreo? È l'argomento più battuto per zittire chi, pochi, magari qualche dubbio ce l'ha. Qualcuno al nome di Ovadia, dopo la mia pernacchia, prova ad aggiunge il nome di Franz Kafka, che invece è davvero un bel nome da spendere per la causa antisionista degli antisemiti riviviti; nome raccattato per la strada come un sampietrino saltato dal selciato, sempre buono per spaccare la testa dell'ebreo stanziale, ma pure di passaggio, per Milano, per Venezia, che ha sua una antica tradizione antisemita: se ne accorse William Shakespeare sul morire del '500. Peccato, però, che Kafka è morto nel '24, ammesso che fosse antisionista, quando è più probabile fosse un ebreo cosiddetto assimilato, cioè non praticante. Insomma, la questione dell'ebreo errante non era che gli togliesse più di tanto il sonno, a Franz Kafka: erano più gli insetti a tormentargli il sonno.
Ecco, allora lo farò io il nome di un grande intellettuale ebreo del Primo novecento antisionista – che nessuno fa' perché il giovane e il vecchio frequentatore del Pro PAL Bar non si preoccupano di informare, e tanto meno di studiare l'argomento che pretendono di trattare. Ma prima di dirvi l'annunciato nome, vi dirò cos'è il sionismo.
Innanzitutto, è bene dire che non è un reato essere sionisti perché è una ideologia, una legittima idea politica che promulga l'autodeterminazione dello Stato di Israele in Terra Santa, dove sono sempre stati ma che da almeno ottant'anni si pretende che non stiano più, credendo che non ne abbiano avuto mai diritto, mentre i palestinesi sì che ne hanno tutti i diritti di avere il loro stato in Terra Santa, dove gli israeliti, insieme ai Fenici, sono arrivati 3.325 anni fa, mentre gli arabi, risalendo dalle terre Saudite, al grido di: "Allah Akbar!", la occuparono intorno al 630 dopo Cristo, i maomettani – Cristo pure era uno sporco ebreo: dopo Cristo significa dopo che è nato Gesù di Nazareth.
I teorici del sionismo sono stati gli ebrei ungheresi Max Nordau e Theodor Herzl, che fondarono l'Organizzazione Sionista Mondiale, Basilea, 29 agosto 1897. Quindi il sionismo rappresenta una ideologia e una organizzazione politica, un partito politico, del tutto legittimi – tipo il Partito Comunista, che in due prima si mettono a scriverne il Manifesto, che poi offre le basi teoriche alla fondazione del partito che rappresenterà l'istanza reale (lo dico a tutti ma in particolare al giovane e volenteroso Andrea Core).
L'Organizzazione Sionista Mondiale equivale quindi a qualsiasi altra organizzazione politica, come il Partito Comunista appunto, ma ha fatto sicuramente meno morti di quanti ne hanno stesi a terra nel mondo i comunisti (lo dico a tutti ma in particolare al giovane e volenteroso). Il sionismo ha causato infinitamente meno morti della menzogna marxista (lo dico a tutti ma in particolare al giovane e volenteroso). E il sionismo rappresenta la gran maggioranza degli ebrei. Ovviamente, ci sono ebrei contrari alla politica sionista, che si esprimono in piena democrazia, come esiste l'opposizione a ogni ideologia politica, in democrazia. E ciò può avvenire solo fuori dallo Stato di Israele, ovviamente, da chi non vive in Israele, perché è bene tenere a mente che l'opposizione al Governo Netanyahu sui banchi parlamentari israeliani è pure sionista, naturalmente è così, perché tutti gli ebrei di Israele, persino quelli che protestano in strada contro la guerra di Israele nella Striscia, sono sionisti, cioè vivono dentro il disegno sionista, cioè sono cittadini dello Stato di Israele in Terra Santa, che ha tutti i diritti di esistere.
Quindi non significa nulla dire che il tale ebreo è antisionista, non aggiunge nulla di significativo alla discussione e non depotenzia né svaluta i principi del sionismo, a conoscerli, perché sarebbe come dire che un italiano è meno italiano se è anticomunista o antifascista, vale a dire che non smette questo italiano di rappresentare pienamente il suo essere italiano, da qualunque parte della barricata si trovasse: i fascisti erano italiani quanto gli sparuti partigiani; i sionisti sono ebrei quanto gli sparuti antisionisti, la pensano solo in modo diverso, legittimamente. È dialettica politica. Nient'altro che dialettica politica; e anche dialetto della politica, cioè concetto basico, nativo, e non una sentenza a ragione di. Insomma, dirsi ebreo antisionista non svaluta esserlo. Sono, semplicemente, due modi diversi di intendere e praticare la costruzione della società israelita. Tutto qui. Non è un crimine essere sionisti. Non è una indicazione di maggiore purezza essere antisionisti. Sempre degli sporchi ebrei restano, perché l'antisemitismo ha carattere etnico e non religioso o di indirizzo politico, perché è l'ebreo in quanto uomo che hanno in odio i terroristi islamici palestinesi, che fu lo stesso odio dei fascisti e dei comunisti, e degli americani, e degli inglesi, e degli spagnoli, e degli ungheresi, e degli italiani brava gente, e di tutti gli antisemiti, soprattutto dei non ebrei mascherati da antisionisti, posizione non più sostenibile dopo la nascita dello Stato di Israele se non in chiave fascista, di colore nero o di colore rosso.
Ma arriviamo a quel grande intellettuale ebreo davvero antisionista, che credeva più giusto che l'ebreo si assimilasse nella comunità dove già viveva (questo significa essere antisionista), senza alcuna necessità di recarsi in Terra Santa. Questo intellettuale che credeva fosse meglio che l'ebreo restasse dove stava a fare l'ebreo, senza contare che gli ebrei già stanziavano in Terra Santa da almeno 3.242 anni e che nessun israelita è obbligato a vivere in Terra Santa, era Stefan Zweig, morto suicida nel '42 dentro il suo rifugio brasiliano, stremato dal terrore del nazionalsocialismo perché Adolf Hitler lo riteneva l'intellettuale ebreo più pericoloso al mondo e gli dava la caccia ovunque si trovasse, tanto da far sospettare che si trattasse non di un suicidio ma di un suicidato.
"Penso sia meglio concludere in tempo e in piedi una vita in cui il lavoro intellettuale significava la più pura gioia e la libertà personale il bene più alto sulla Terra." scrisse l'intellettuale viennese sul biglietto di addio, con la moglie accanto, esanime.
Nel 1933, con la salita al potere di Hitler, il 10 maggio i roghi nazisti bruciarono tutte le copie delle sue opere disponibili su territorio tedesco.
In Terra Santa sarebbe stato più giusto istituire una Federazione israelo-cristiano-palestinese, dal fiume al mare, con tutti gli spazi condivisi. L'Islam ha tre città sante su tutte, La Mecca, luogo della rivelazione divina, Medina, dove è sepolto il Profeta, entrambe in Arabia Saudita, e Gerusalemme, dove Maometto volò in cielo dal Signore: nelle città sante dell'Islam è consentito l'accesso solo ai mussulmani. Gerusalemme è santa per ebrei cristiani e mussulmani, nell'ordine. I Patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe, riposano a Hebron, in Cisgiordania; il Santo Sepolcro vuoto del corpo di Cristo il Salvatore è a Gerusalemme; la Spianata delle Moschee è nella Città Vecchia di Gerusalemme. Gerusalemme non è solo la città santa dell'Islam, come la Palestina è una regione storica abitata da molti popoli dove per ultimo è giunto quello arabo-palestinese.
In Terra Santa sarebbe stato più giusto istituire una Federazione israelo-cristiano-palestinese. Ma è più divertente tifare al massacro per gli avventori del Pro PAL Bar, altrimenti non potrebbero dare sfogo pienamente liberato al viscerale, loro, antisemitismo, per troppo tempo rimasto soffocato dalla vergogna, mai loro, del Canto del popolo yiddish messo a morte dal fascismo, quello nero e quello rosso, perché l'ebreo è bruttissimo e cattivissimo, e non è da escludere che sia puzzolentissimo.
Bloccate pure tutto, ma non fermerete, così, un solo giorno di guerra: non salverete, così, un solo palestinese.
MASSIMO RIDOLFI