MONDO: UNA LEZIONE DI GEOGRAFIA
Negli ultimi anni abbiamo sentito un vecchio rincoglionito dalla lettura di Karl Marx, Massimo Cacciari, un pluripregiudicato imbrattacarte, Marco Travaglio, un bambinetto scemo con il riporto biondo, Alessandro Orsini, e un chiacchierone incazzato che parla per sentito dire, Alessandro Di Battista, dirci in coro che la colpa dell'invasione russa in Ucraina è tutta della NATO e delle politiche espansionistiche statunitensi, ché non avrebbero dovuto estendere i propri confini di influenza fino alla Russia, ché non avrebbero dovuto far venir la voglia al popolo ucraino di essere libero, ché avrebbero dovuto invece convincerlo a restare agli ordini di Vladimir Putin, ché dovrebbero allora arrendersi a Putin per il loro stesso bene e interesse, ché la resa è sempre la scelta più coraggiosa, vorrebbe convincere questo coro di rintronati gli ucraini e il mondo, ché tanto Putin ha già vinto, dicono da anni un vecchio rincoglionito, un pluripregiudicato, un bambinetto e un chiacchierone in coro, tutti traduttori de La Vulgata putiniana alla puttanesca.
Questi lordi figuri, prima di dare lezioni di codardia e far vergognare l'Italia nel mondo per la loro posizione concentrica filosovietica e antistorica, cioè contraria a ogni condizione storica, tenuto anche conto che la Russia dei russi di sempre godono di stima tra i paesi d'Occidente solo in Italia e per motivi tutt'altro che decorosi, vedi i rapporti decennali e i finanziamenti neri ricevuti dal Partito Comunista Italiano da parte del PCUS e le vergognose posizioni assunte da questi sui i fatti di Budapest del '56 e di Praga del '68, avrebbero dovuto almeno studiare la geografia, perché così si sarebbero accorti che Vladimir Putin, la Bestia Imperialista, con l'occupazione dell'Ucraina, grazie alle Forze Alleate ridotta e ricacciata dentro una striscia di terra, ha cercato lui stesso di avvicinare i confini russi ai paesi della NATO e persino della Comunità Europea; si sarebbero accorti questi poveracci malati di ideologia e antiamericanismo, che l'Ucraina, che Putin non è riuscito più a governare per interposta persona né a conquistare come avrebbe voluto, evangelicamente, in tre soli giorni manu militari, confina, a occidente, con Polonia, Slovacchia, Ungheria e Romania, e che già la Russia confina con Estonia e Lettonia.
Quindi questi paggetti a stipendio di qualcuno, soprattutto il vecchio rincoglionito ridotto a cabarettista rosso, è inutile che insistono la loro favoletta buona per gli allocchi nutriti dalla Rete della disinformazione di massa, che dice che nessuna minaccia rappresenta la Russia per l'Europa, che quindi non avrebbe nessun motivo di riarmarsi, quando invece è un fatto la dimostrazione del contrario, perché la Russia con l'occupazione dell'Ucraina ha concretamente minacciato i confini della NATO e della Comunità Europea, cartina geografica alla mano.
È questo il concreto motivo che legittima il supporto da parte della Comunità Europea e della NATO alla Resistenza ucraina e il prossimo invio di soldati del Patto Atlantico, compresi, prima o poi, pure gli americani, che certamente non rinunceranno alla grossa fetta della ricostruzione e quant'altro lasciando tutto nelle mani di Putin dopo il sostegno fin qui garantito dal Congresso degli Stati Uniti d'America, per respingere dentro i confini della Federazione russa il suo massacrato esercito di carrette e di disgraziate carni rosse da cannone. Ed è questo l'unico modo per porre fine a questa guerra, cioè combattendola fino in fondo. E il puttaniere oggi ospite alla Casa Bianca, dovrà rinunciare ai suoi sogni da Nobelizzato, unica ragione del suo squallido teatrino.
La Russia, con la tentata e fallita conquista dell'Ucraina, ha minacciato e rappresenta tuttora una costante e concreta sfida per la NATO e per la Comunità Europea: per essere pronti a difendersi da questa minaccia è che bisogna armarsi, mentre il vecchio rincoglionito, il pluripregiudicato, il bambinetto e il chiacchierone vorrebbero la NATO e la Comunità Europea indeboliti di fronte a questo dichiarato nemico delle libertà democratiche occidentali.
Questa guerra ci riguarda direttamente.
MASSIMO RIDOLFI